Alecsandria Digital Agency | Digitalife 2016
Al Macro di testaccio, fino al 27 novembre, è possibile assistere a Digitalife 2016, la mostra che propone l’interazione tra arte, ricerca scientifica e nuove tecnologie.
Digitalife 2016, Macro Testaccio, Digitale, DeepDream_Act II, None, Zee, 3D Water Matrix, Shiro Takatani
4971
single,single-post,postid-4971,single-format-standard,ajax_updown_fade,page_not_loaded,

BLOG

Alecsandria al Digitalife 2016 – Macro Testaccio

18 Ott 2016, Inserito da Alecsandria in Arte
digital-life

Digitalife 2016 propone l’interazione tra arte, ricerca scientifica e nuove tecnologie.
La mostra è composta da 3 installazioni e dalla sezione Understanding the Other, che propone diversi filmati per celebrare i 25 anni d’attività del laboratorio di Robotica Percettiva della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Installazioni

DeepDream_Act II
NONE

L’opera prende il nome da un algoritmo matematico scoperto da Google che procede per associazioni visive prendendo immagini e video dal database di Google.
Entrando nell’installazione il visitatore si trova sommerso dal flusso di dati che ha contribuito a produrre e condividere. Il visitatore stesso, la cui immagine viene riflessa dagli specchi che compongono la sala, è parte del flusso che lo avvolge.
In un gioco di immagini riflesse all’infinito ci si perde in uno spazio di cui non è possibile cogliere le coordinate.
Registrandosi con il proprio account Facebook al sito del collettivo ‘None’ è possibile personalizzare l’esperienza di DeepDream.

3D Water Matrix
Shiro Takatani

Al centro di una stanza buia scorre una cascata. L’acqua cade in verticale, risale, disegna forme diverse, manipolata da 900 valvole magnetiche computerizzate. Forme di acqua e luce prendono vita nello spazio davanti agli occhi dei visitatori che assistono al processo creativo nel momento esatto in cui nasce. L’esperienza è ipnotica e affascinante.
L’opera prevede due sequenze di animazioni differenti della durata di venti minuti ciascuna.

Zee
Kurt Hentschläger

Le luci disegnano forme psichedeliche in uno spazio completamente avvolto da una fitta nebbia dove è impossibile trovare l’orientamento.
Le pareti, il soffitto e il pavimento spariscono. Le uniche cose visibili sono forme disegnate da una luce fortissima e pulsante.
L’esplorazione dello spazio fisico si trasforma in un’esplorazione di uno spazio mentale allucinato.
L’esperienza proposta da Hentschläger è fortemente disturbante e non adatta a tutti. Zee è infatti soggetta a limitazioni per alcune patologie mediche.

S.D.

  • Valeria

    Bellissima la mostra! 🙂

    Rispondi

Inserisci un commento